IL NULLA DEGLI AMBASCIATORI (16)

 

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Precedenti capitoli:

Atti e Rappresentazioni letterarie (reali) nel Nulla rappresentate:  [1]  &  [2]

Prosegue in:

Pittori moderni… ovvero: l’ultimo treno per Yuma… (17/8)

Circa il quadro:

I due ambasciatori

Ed alcune fotografie… o fotogrammi per…

L’ultimo treno per Yuma…

Il Tutto rappresentato: Primo & Secondo atto

Con felice Epilogo del Nulla raggiunto per superiore

motivo ed interesse di un solo Stato…rappresentato….

 

 

 

 

Il mistero dei due Ambasciatori è in due atti!

 

L’installazione del dipinto doveva soddisfare esigenze ben precise: perché si

realizzasse l’effetto voluto era necessario collocarlo nella parte inferiore della

parete, a filo del pavimento (o appena appena più in alto), in modo che questo

sembrasse continuare nel quadro.

 

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Nel castello di Polisy, la cui ricostruzione cominciò nel 1544, esso fu senza

dubbio collocato da Dinteville in una grande sala, di fronte ad una porta e

vicino ad un’altra, ciascuna di esse in corrispondenza con uno dei due punti

di vista. Immaginiamo quindi una stanza con un ingresso principale centrato su

uno dei lati e due porte sul lato di fronte: il quadro era collocato fra queste due

porte, sull’asse dell’ingresso principale.

 

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Il Primo Atto comincia quando il visitatore entra dalla porta principale e vede

davanti a sé, ad una certa distanza, i due signori che si stagliano sullo sfondo

come un palcoscenico. Resta colpito dalla loro imponenza, dalla sontuosità

dell’insieme, e dal realismo della raffigurazione.

Un punto solo lo turba: lo strano oggetto che vede ai piedi dei due personaggi.

Avanza per vedere le cose più da vicino; il carattere fisico, quasi materiale, della

visione aumenta ancora quando si avvicina, ma quell’oggetto singolare rimane

assolutamente indecifrabile. Sconcertato, il visitatore esce dalla porta di destra,

la sola aperta, ed eccoci al Secondo atto. Quando sta per inoltrarsi nella sala at-

tigua, gira la testa per dare un ultimo sguardo al dipinto, ed in quel momento ca-

pisce  tutto: per l’improvvisa contrazione visiva la scena scompare e viene fuori

la figura nascosta. Dove, prima, tutto era splendore mondano, ora vede il teschio.

 

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I due personaggi, con il loro apparato scientifico, svaniscono, ed al loro

posto nasce dal Nulla il segno del Nulla.

 

Fine della rappresentazione!

 

 

 

 

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PERSONAGGI ALLA FINESTRA (10)

 

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Precedenti capitoli:

Un sogno non muore mai (7/8)  Per ogni Naufragio nel naufragio (9)

Prosegue in:

Mostri & nebbie artiche ovvero: l’incubo nell’incubo prosegue (11/12)

Foto del blog:

L’ottavo clima  (1)  &  (2)  &

Altre storie…

Da:

i miei libri

 

 

 

 

 

PERSONAGGI ALLA FINESTRA ovvero velata critica dei nostri… ed altrui…. tempi……

 

 

 

 

 

Rembrandt (Rembrandt van Rijn) (Dutch, Leiden 1606–1669 Amsterdam) Satire on Art Criticism, 1644 Pen and brown ink corrected with white.; 6 1/8 x 7 15/16 in. (15.5 x 20.1 cm) The Metropolitan Museum of Art, New York, Robert Lehman Collection, 1975 (1975.1.799) http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/459210

LUNGO IL VIAGGIO AMMIRAMMO SORA NATURA (26)

 

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Precedenti capitoli:

Partimmo per….   ….(ri)comporre il Tempo (24/25)

Prosegue in:

E voi che (pur) intendendo il Terzo cielo movete… (27)

Foto del blog:

Partimmo per correggere il Tempo  &

Ammirammo sora Natura…..

E non lontano dalla selva (1)  &  (2)

…..Incontrammo un professore strano…..

Da:

i miei libri

 

 

 

 

 

LUNGO IL VIAGGIO AMMIRAMMO SORA NATURA CHE TUTTO INTENDE(A)

 

 

 

 

 

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ANTINFERNO DI PHIPPS (20)

 

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Precedenti capitoli:

Discesa negli inferi (19)

Prosegue in:

Progetti: Nel mezzo del cammin di nostra vita… (21)

Da:

i miei libri

 

 

 

 

Mi alzo in piedi e sento l’energia che gremisce questa stanza,

una corrente che ha attraversato il tempo, attirata da tutte

queste letture.

Sento tutte le altre persone con cui mi sono fuso, quelle cosci-

enze distaccate dal loro momento storico, lontane dal corso

del tempo, che sono riuscito ad afferrare e immergere in questo….

(ed altri testi…).

 

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Aspiro una grande boccata di questa energia, con tutte le sue

vampate, con tutti i suoi crepitii.

Tutto mi sembra perfetto, possente.

Tutto è come deve essere.

Intorno a me ci sono torri composte da libri che ho consultato,

una riproduzione in miniatura di tante città.

 

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Ci sono Stregoneria nel Northamptonshire – Sei rari opuscoli a

partire dal 1612 e le poesie di John Clare. Ci sono i coritani,

i crociati, compendi di omicidi e vite di santi, una topografia

della storia in forma solida, dirupi verbali di quaranta secoli

d’altezza attorno ai quali devo destreggiarmi per raggiungere

la porta e le scale moquettate e rumorose.

Come una valanga imbottita di medicinali, precipito diretto al

soggiorno, alla televisione, al divano.

La storia è un’ondata di calore.

E’ opprimente, spossante.

Più che sedermi, crollo sul sofà, un cimelio di famiglia ormai a

rischio, e cerco di individuare al tatto il telecomando, passando al

setaccio il permafrost di riviste e di tazze vuote che nascondono la

moquette per puro senso di decenza. Lo ammetto, guardare sareb-

be molto più semplice, ma anche molto più deprimente.

Le dita stringono il marchingegno, snack concepibile da una for-

ma di vita basata sul silicio, e individuano il suo indispensabile

pulsantino. Un lieve sfolgorio infiamma il telegiornale di Channel

Four. 

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La storia è un ondata di calore.

L’analisi del bilancio di ieri sera si conclude con la previsione che

ora il 10% dei più ricchi starà molto meglio, mentre il 10% dei più

poveri starà molto meglio se tira le cuoia. 

I vecchi numeri seicenteschi del quotidiano locale Mercury &

Herald elencano le morti appena avvenute all’epoca, indicando

cause che sono ormai diventate assolutamente incomprensibili:

‘il groviglio di luci’, ‘la febbre viola’.

Leggo in questa lista che un uomo è stato ‘affetto dall’influenza di

un pianeta’. Mentre sto seduto a bocca aperta nell’aura catodica di

questa Apocalisse fotogenica, mi rendo conto che i tempi sono

maturi per riesumare quell’espressione.

Queste immagini implacabili appiattiscono e annullano i nostri

paesaggi interiori, sono un bombardamento a tappeto della nostra

mente.

La lingua del mondo ci schiaccia e ci sommerge.

 

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Non ci comunica davvero nulla, se non la strisciante sensazione

che il mondo abbia raggiunto l’acme della sua instabilità e che

sia malleabile come la gelignite.

La storia è un’ondata di calore, un fuoco basso che sta portando

il pianeta all’ebollizione. La nostra cultura sta passando dallo sta-

to liquido a quello gassoso e si trova ora in quella fase violenta e

caotica che segna la transizione di questo passaggio.

Qui, in questa nuvola di vapore, il processo storico avanza verso

il punto di crisi, interrotto solo dai consigli per gli acquisti.

Spengo la televisione, momentaneamente sconfitto….. 

(A. Moore, La voce del fuoco)

 

 

 

 

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